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La nuova patente di guida europea
La nuova patente di guida europea

Il 19 gennaio gli Stati membri dell'UE hanno dato il via alla piena applicazione della terza direttiva sulle patenti di guida con l'obiettivo di incrementare la libertà di circolazione, migliorare la sicurezza stradale e contrastare le frodi nell'UE.

Un primo cambiamento sarà rappresentato dalla progressiva sostituzione dei 100 differenti modelli di patente, utilizzati dagli oltre 300 milioni di conducenti dell’UE, con un nuovo formato europeo. Le nuove patenti avranno l'aspetto di una tessera plastificata simile alle carte di credito con requisiti standard per le informazioni e la fotografia che ne faciliterà il riconoscimento e la lettura in tutta l'UE.

In secondo luogo, la creazione di un sistema elettronico di gestione dei dati a livello comunitario incrementerà lo scambio d'informazioni e la sicurezza, rendendo più difficile la falsificazione e la contraffazione delle patenti. Una più efficiente collaborazione tra le amministrazioni nazionali degli Stati membri semplificherà le procedure relative alla gestione delle patenti dei cittadini dell'Unione (ad esempio, nel caso in cui questi trasferiscano la residenza da uno Stato membro all'altro) e, allo stesso tempo, contrasterà notevolmente le frodi e il cosiddetto “turismo della patente di guida”, impedendone il rilascio in uno Stato membro nel caso in cui un soggetto abbia visto la limitazione, la revoca o la sospensione della sua patente in un altro Stato UE.

Sempre al fine di contrastare le frodi e incrementare la sicurezza stradale, la nuova normativa prevede cambiamenti circa le modalità di rinnovo, fissandolo ogni 10-15 anni per automobilisti e motociclisti e ogni 5 anni per i conducenti di autocarri e autobus, previo superamento di una visita medica. Il rinnovo prevede inoltre l'aggiornamento a livello comunitario delle informazioni presenti sulla patente e, per gli Stati membri che lo desiderino, sarà possibile inserire in essa un microchip per aumentare la protezione antifrode, garantire maggiormente la protezione dei dati e migliorare il controllo delle patenti in circolazione nell'UE.

Il nuovo regime europeo delle patenti garantirà anche una maggiore tutela delle categorie più vulnerabili di cittadini, fissando un limite di età più elevato per l'acquisizione di alcune patenti, il superamento di prove teorico-pratiche, l'introduzione di ulteriori sottocategorie e il raddoppio dell'esperienza di guida necessaria (quattro anni anziché due) per l'accesso progressivo alle patenti che consentono di guidare motocicli più potenti.

I cambiamenti riguardano anche i ciclomotori. Per la loro guida fino ad oggi non era obbligatorio il possesso della patente tantoché, in alcuni Stati membri, era consentita la loro guida ai giovani che avessero compiuto i 14 anni. Con la nuova normativa verrà introdotta una categoria armonizzata di patente guida (AM) ottenibile con il superamento di una prova teorica obbligatoria che, rendendo questi utenti vulnerabili più consapevoli delle norme del codice della strada, dovrebbe garantire loro maggiore protezione.

Infine, i ciclomotori saranno considerati una nuova categoria di veicoli e i cittadini che vorranno acquisirne la patente dovranno sostenere una prova teorica e una pratica. Con la nuova normativa, oltre alle visite mediche di routine, sarà permesso agli Stati membri di richiedere ulteriori visite mediche e/o prove di abilità e comportamento aggiuntive. L'età minima per il riconoscimento delle patenti da parte di tutti gli Stati dell'Unione è stata fissata a 16 anni ma gli Stati membri potranno abbassare tale limite fino ai 14 anni, se in linea con le loro normative interne.

Fonte: Rappresentanza a Milano della Commissione europea